Varese: condannato ex amministratore per negligenze su amianto

7/10/2016

Amianto ed eternit continuano a mietere vittime ancor dopo molti anni che sono stati messi al bando, e sentenze di colpevolezza continuano ad essere emesse dai tribunali.

Ultimo caso è quello di una azienda di Varese il cui ex amministratore delegato è stato condannato a due anni, con sospensione della pena, perché ritenuto colpevole di non aver preso le adeguate precauzioni per proteggere gli operai dalla contaminazione delle polveri di amianto, mancanze direttamente connesse, secondo il giudizio del tribunale con la malattia che, cinque anni fa, ha portato alla morte uno degli operai stessi.

L'ex amministratore, oggi 83enne, aveva guidato l'azienda dal 1974 al 1984, anni in cui la vittima vi lavorava come tubista. Il tribunale ha messo in rilievo il fatto che già dal 1965 era nota la pericolosità del contatto diretto con le polveri di amianto, anche se minore attenzione era invece posta a chi operava su manufatti realizzati in amianto e composti, quali ad esempio l'eternit.

L'ex amministratore è stato però giudicato colpevole per l'assoluta mancanza delle minime misure di prevenzione. Gli operai non erano infatti stati informati riguardo alla pericolosità del lavoro svolto a contatto con l'amianto, e neppure avevano ricevuto una formazione adeguata, così come erano stati lasciati privi dei dispositivi necessari per la sicurezza.

Sul giudizio del tribunale ha avuto un grandissimo peso la relazione prodotto dalla Asl, che in base a molte testimonianze raccolte, parla di carenze inescusabili riguardo alla prevenzione da parte dell'azienda in cui l'operaio lavorava. Carenze che lo hanno esposto ad un rischio altissimo direttamente connesso con il mesotelioma, tumore provocato dall'amianto, e che lo ha poi portato alla morte.