Scoperto a Bolzano smaltimento illegale di 200 sacchi di amianto

17/12/2014

Una consistente quantità di amianto illegalmente smaltito è stata rinvenuta in via Resia, a Bolzano. Si tratta di circa 200 sacchi, contenenti amianto compattato con altri materiali di rifiuto, tra cui vetro. La località del rinvenimento dello smaltimento illegale dista solo pochi metri da terreni coltivati con alberi da frutta.

La provenienza del materiale in questione non è al momento nota e si sta cercando di fare chiarezza al riguardo. Enrico Lillo, consigliere comunale di Forza Italia, ha al riguardo provveduto ad avvisare la questura ed è in procinto di presentare un esposto in procura per richiedere gli accertamenti del caso e capire chi ha la responsabilità del misfatto.

Questo episodio è simile a moltissimi altri che ogni mese compaiono sulle pagine dei giornali e dei siti web di news. Da rilevare però che il tutto accade a Bolzano, nel Trentino, una regione i cui abitanti sono solitamente è visti come dotati di un maggiore senso civico, rispetto a quelli di altre parti d'Italia.

Ma la cosa più rilevante è che al momento sembra che i rifiuti in questione siano stati interrati tra gli anni settanta ed ottanta. Se questo particolare si dimostrerà esatto, sarà una dimostrazione evidente che lo smaltimento illegale di amianto conta ormai almeno molti decenni d'età. Particolare anche il fatto che l'interramento sarebbe avvenuto prima del 1992, anno in cui la produzione e commercializzazione dell'amianto furono proibite. Cosa questa che relegherebbe il misfatto, almeno nelle intenzioni dei responsabili, ad un "normale" smaltimento illegale, di rifiuti considerati non pericolosi.

Particolare che non migliora certamente la questione, perché ciò che illegale è e rimane tale, anche se non necessariamente pericoloso per i cittadini. Ed è proprio l'illegalità la principale causa che permette i tanti smaltimenti illegali di amianto ed eternit, di cui più volte ci siamo occupati su questo sito. Se infatti vi fosse una "legalità diffusa" attenta e sempre vigile, gli autori dei tanti quotidiani smaltimenti abusivi, avrebbero le cose molto più difficili.

Certo, in un paese maturo, moderno e civile, ci si aspetterebbe che le leggi venissero seguite perché ritenute giuste per il bene di tutti, per un senso di comunità allargata e di bene collettivo, più che per paura del "severo" senso di legalità dei propri simili. Mancando però, presso non pochi la prima motivazione, la seconda sarebbe certamente benvenuta. Essendo questa nel nostro paese abbastanza carente, sarà bene occuparci con tutte le nostre risorse di rinforzarla, diffonderla e difenderla.