Napoli: allarme smaltimento abusivo eternit

12/07/2014

Pochi giorni fa, Giuliana di Sarno, presidente della terza municipalità di Napoli, ha denunciato la grave situazione in cui versa la zona di Napoli di sua competenza, a causa dello smaltimento abusivo di rifiuti di eternit.

I numeri sembrano infatti non darle torto. Nella sua municipalità, che conta circa 10.000 persone, i casi di sversamento abusivo di rifiuti contenenti amianto, segnalati sia dalla polizia ambientale che dalla ASL e dallo stesso personale della municipalità, ammontano a una cinquantina al mese. Un numero davvero alto, considerato che si tratta solo di una zona circoscritta di Napoli. Zona che comprende il Rione Sanità, Capodichino, via Foria e via Don Bosco, e che vede lastre e pannelli di eternit venire tranquillamente abbandonati accanto a negozi, case e monumenti. A commettere questi misfatti sembrano essere gli stessi abitanti della zona che dovendo smaltire dell'eternit evitano di rivolgersi ad un azienda specializzata per evitare i relativi costi, e procedono in proprio con l'operazione. L'eternit, invece che essere accolto in una discarica apposita, finisce così nelle strade da loro stessi abitate.

A peggiorare la situazione si aggiunge il fatto che l'azienda convenzionata con il comune che a seguito delle segnalazioni dovrebbe procedere alla raccolta e allo smaltimento dell'eternit abbandonato, non esegue gli interventi perchè sembra che da mesi non venga pagata.

Da notare il fatto che Giuliana di Sarno, per porre un rimedio alla situazione, ha chiesto l'installazione di apposite telecamere di sorveglianza, che monitorino la zona 24 su 24. Questo delle telecamere di sorveglianza è un tema piuttosto attuale e sentito anche in molte altre amministrazioni del territorio italiano. Quella delle telecamere è infatti in molti casi una eccellente soluzione contro lo smaltimento abusivo, perché da una parte dissuade pesantemente i cittadini dal commettere i suddetti misfatti, dall'altra da la possibilità alle forze dell'ordine di risalire molto più facilmente agli autori degli stessi. Purtroppo è una soluzione che sovente non è adottata a causa della solita mancanza di fondi nelle casse delle relative amministrazioni.

Certo, la soluzione ultima e migliore sarebbe il diffondersi di una etica pubblica nei cittadini, che si accorgerebbero così di quanto i loro scorretti comportamenti individuali siano alla fine una delle cause principali dei medesimi disagi a cui poi, in diversi ambiti, loro stessi vanno incontro. Ma in attesa che un'etica di questo tipo inizia a diffondersi, e anzi per accelerarne la diffusione, quella delle telecamere di sorveglianza sembra essere una efficace soluzione percorribile.