In Italia 30 milioni di tonnellate di eternit da smaltire

11/01/2014

Sono impressionanti i dati emersi da un convegno organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità sul 'Progetto Amianto' e tenutosi a Roma a Dicembre. Secondo tali dati in Italia sarebbero ancora in uso non meno di 30 milioni di tonnellate di eternit . Una quantità quindi davvero enorme.

La cosa non significa chiaramente che tutto quell'eternit sia attualmente pericoloso e debba quindi essere immediatamente smaltito. Sta però a indicare che, data la naturale tendenza dell'eternit a degradarsi nel tempo, nei prossimi anni il problema dello smaltimento di questo materiale diventerà davvero impellente.

Date le quantità di cui stiamo parlando il problema non è tanto quello di "smontare" l'eternit e portarlo in discarica, operazione che è lasciata generalmente ai privati, che però adesso possono godere di un contributo in detrazioni che arriva al 65%. La questione maggiore riguarda invece lo stato italiano e lo smaltimento definitivo di tale materiale.

In Italia attualmente le discariche che accettano materiali contenenti amianto, e quindi eternit, sono solo 22 ed esiste un solo impianto per la sua inertizzazione che funziona però solo a livello sperimentale. Il problema con l'amianto/eternit è quindi lo stesso di quello di altri tipi di rifiuti pericolosi, si pretenderebbe cioè di eliminarli dalla circolazione senza però sapere dove metterli o come renderli definitivamente innocui.

Per questo motivo, come succede per altri tipi di rifiuti, la soluzione adottata da alcune regioni è quella di spedire l'amianto/eternit all'estero, cosa che ne aumenta chiaramente i costi di smaltimento e introduce anche difficoltà logistiche e di altra natura.

La questione è quindi complessa e delicata, anche perché sono molti i privati che per ragioni di business, si stanno interessando a costruire discariche per l'amianto, magari in collaborazione con enti locali. In tale business sembra inoltre che vi siano segnali, o per lo meno, tentativi di infiltrazione mafiosa. Se si aggiunge che vi sono anche degli studi che segnalano infiltrazioni di amianto proveniente dalle discariche in corsi d'acqua e altri luoghi sensibili, risulta evidente come lo stato italiano in tutta la questione sia stato un po' carente.

E' quindi assolutamente necessario mettere in atto e soprattutto rendere effettivo un piano nazionale per lo smaltimento dell'amianto, che non solo si occupi delle questioni tecniche, mediche e scientifiche, ma anche che regolamenti severamente la costruzione, il mantenimento e la gestione delle discariche, monitorando ed evitando in particolare le infiltrazioni della malavita. Ben vengano quindi gli apporti dei privati allo smaltimento dell'amianto, ma solo se chiaramente regolamentati, trasparenti e controllabili da tutti i cittadini, dato che non si tratta solo di un "business" ma di una attività importante e delicata per la salute delle persone.