De Benedetti condannato per l'amianto all'Olivetti

18/07/2016

In Piemonte, dopo l'eternit di Casale Monferrato, arrivano le condanne anche per l'amianto dell'Olivetti. Il Tribunale di Ivrea ha infatti appena condannato Carlo De Benedetti a 5 anni e due mesi di reclusione, con l'accusa di omicidio colposo e lesioni, in relazione alle morti di diversi operai dello stabilimento Olivetti.

Gli operai, una ventina, deceduti dal 2008 al 2013 quando erano già in pensione, secondo l'accusa avevano lavorato tra la fine degli anni '70 e la fine dei '90, in luoghi con una alta concentrazione di fibre di amianto. Il continuo contatto con l'amianto aveva provocato negli operai il mesotelioma pleurico, che alla fine ne ha provocato la morte.

Il Tribunale di Ivrea da quindi ragione all'accusa, che aveva comunque chiesto una pena di 6 anni e 8 mesi, riguardo alle responsabilità di De Benedetti nell'intera vicenda. De Benedetti, che fu presidente dell'Olivetti dal 1978 al 1996, sarebbe colpevole di negligenza, per no aver adottato tutte le misure disponibili per rendere non pericolosi i luoghi in cui gli operai lavoravano.

Secondo il Tribunale di Ivrea, Carlo De Benedetti era quindi a conoscenza delle condizioni di lavoro degli operai e anche della necessità di misure di protezione contro l'amianto. Nonostante ciò non fece nulla a riguardo, lasciando che gli operai lavorassero in un ambiente altamente pericoloso per la salute a causa dell'alto contenuto di fibre di amianto.

Gli operai, secondo quanto riportato durante il processo, furono lasciati all'oscuro di tutto, senza alcuna consapevolezza di lavorare in un ambiente altamente inquinato dall'amianto. Bovio Ferrassa, uno degli operai Olivetti sopravvissuti, ha al riguardo chiaramente asserito che mai nessun avvertimento arrivò da parte della dirigenza neppure sulla necessità di utilizzare semplice mascherine di protezione contro le fibre di amianto. Il Tribunale ha quindi creduto giusto punire la consapevole negligenza di De Benedetti con la pena riportata.

Sicuramente i legali di De Benedetti ricorreranno in appello, anche se per ora non si conosce la strategia difensiva che adotteranno.