Casalgrande: in arrivo il piano per il futuro smaltimento dell'eternit

21/03/2014

Quello che da pochi giorni si è concluso a Casalgrande (provincia di Reggio Emilia) è un buon esempio di ciò che dovrebbe succedere in ogni comune italiano per quanto riguarda la messa in sicurezza dell'eternit e dell'amianto.

Sotto la spinta di una petizione popolare, il comune ha infatti da poco completato un censimento dei siti a rischio amianto, in particolare aree con edifici industriali per le cui coperture era stato usato l'eternit. In tutto le aree individuate sono 133, non certo poche. Di ogni area è stata redatta una scheda tecnica, con dati volumetrici, catastali e foto aeree. E' stata poi disegnata una mappa dell'intero territorio, con una evidenziazione dei siti da bonificare e della loro ampiezza.

Il prossimo step verso la messa in sicurezza definitiva, sarà quello di decidere i criteri con i quali i tecnici del comune sceglieranno i siti su cui intervenire prima. Una volta individuati tali siti, il comune procederà a invitare i proprietari degli immobili interessati ad effettuare una verifica sullo stato di degrado dell'eternit appoggiandosi ad una azienda specializzata. I dati delle verifiche saranno quindi presentati all'autorità sanitaria locale che stabilirà in quali casi un intervento di bonifica si rende necessario. Il comune procederà poi a sua volta alla eventuale messa in sicurezza dell'immobile. A questo punto si potrà passare ad un'altro gruppo di siti da bonificare.

Tutto questo è un ottimo esempio di come le autorità locali dovrebbero procedere per la messa in sicurezza delle zone a rischio per eternit e amianto. E' anche chiaro come il comune sarà costretto a procedere per gradi, soprattutto per la questione dei limitati fondi disponibili. Viene quindi da chiedersi, in questo caso come in migliaia di altri, perché le autorità locali mancano degli strumenti tecnici e legislativi, per obbligare immediatamente ogni proprietario di immobili a rischio amianto, a procedere con la valutazione della situazione e poi con l'eventuale messa in sicurezza, con mezzi propri. Sarebbe un'accelerazione molto veloce verso un territorio nazionale in cui l'amianto è solo un ricordo.