Amianto: la Corte d'appello assolve gli ex dirigenti della Pirellio

23/12/2016

Nel Luglio del 2015 il tribunale di Milano riconobbe colpevoli 11 ex dirigenti della Pirelli di omicidio colposo di venti operai, a causa di gravi omissioni nelle misure protettive dall'amianto. Gli operai negli anni dal 1970 al 1980 avevano lavorato nello stabilimento milanese dell'azienda. Adesso, a distanza di più di un anno, la Corte d'appello ha invece assolto i dirigenti, emettendo una sentenza quindi esattamente opposta alla prima.

L'inizio della vicenda risale a un periodo, appunto gli anni '70, in cui erano moltissimi gli usi per i quali l'amianto veniva impiegato, a causa delle sue qualità particolari, quali leggerezza, resistenza al calore, facilità di lavorazione e costi relativamente bassi. Nella Pirelli l'amianto venne impiegato in particolare nel rivestimento di tubature e nella mescola della gomma per la fabbricazione dei pneumatici. Gli operai esposti giornalmente sul luogo del lavoro alle particelle di amianto presenti nell'aria, avevano sviluppato negli anni diverse malattie, tra cui il mesotelioma pleurico, una forma tumorale direttamente connessa all'esposizione a fibre di amianto.

Tra i condannati del primo processo ci sono Gianfranco Bellingeri e Ludovico Grandi, entrambi ex AD della Pirelli, assieme a diversi altri alti dirigenti dell'epoca, tutti con l'accusa di non aver preso le dovute misure, già previste da una legge del 1956, per proteggere gli operai dalla contaminazione delle particelle di amianto. L'accusa era stata anche quella di non aver informato gli operai sui rischi che l'amianto poteva provocare.

Il processo di secondo grado, come si è visto, ha invece ribaltato la prima sentenza assolvendo sia Bellingeri che Grandi, assieme a diversi altri, tra cui Piero Giorgio Serra, che era stato amministratore della Pirelli e anche presidente dell'Associazione italiana ricerca sul cancro, per nove anni.

La sentenza in questione è stata accolta con stupore e amarezza da Michele Michelino, presidente per la Difesa della Salute e parte civile in causa, e dalle famiglie delle vittime che tra l'altro lamentano la mancanza di leggi che tutelino adeguatamente i lavoratori. Loro intenzione è quella di non arrendersi di fronte a questa sentenza e di fare ricorso per ottenere finalmente giustizia degli operai morti a causa dell'amianto.