Chi rischia e cosa con l'Eternit

Smaltimento Eternit: operatori sui tetti

Come abbiamo detto altre volte su questo sito, l'Eternit, o più esattamente il fibrocemento, è stato messo al bando ormai da quasi vent'anni, a causa della sua alta pericolosità per la salute. Per questo motivo lo smaltimento dell'Eternit è diventato una questione centrale sul territorio italiano. La sua pericolosità è dovuta al fatto che i manufatti di questo materiale, nel caso il loro stato di conservazione non sia buono, tendono a liberare nell'aria microfibre di amianto che vengono inalate con la respirazione.

E' quindi chiaro che soggetti al rischio di malattie causate dall'amianto sono maggiormente coloro che hanno più alte probabilità di inalarlo. Coloro quindi che lavorano vicino a manufatti di Eternit o che addirittura "manipolano" l'Eternit loro stessi. Gli individui più a rischio sono di conseguenza:

- operatori edili e chi effettua lavori di bricolage
se manipolano e ancora di più se abbattono o distruggono strutture e manufatti in cui è impiegato l'Eternit

- chi vive o comunque frequenta edifici in cui è usato l'Eternit o più generalmente l'amianto
questo nel caso i manufatti in questione presentino un certo grado di deterioramento, come può succedere nel caso della presenza di crepe e di segni di sgretolamento. Finché infatti i materiali contenenti amianto sono in buono stato di conservazione non vi è generalmente pericolo di dispersione di fibre.

- chi fuma
sembra infatti che chi è esposto contemporaneamente al fumo di sigaretta e alle microfibre di amianto aumenti i rischi per la salute dato che aumenta le probabilità di contrarre un tumore polmonare

Tutti questi soggetti a causa del loro contatto con l'amianto hanno una maggiore probabilità di contrarre le malattie da esse provocate che sono:

- placche pleuriche
- tumori polmonari
- tumori ad altri apparati e/o organi quali apparato gastrointestinale
- mesotelioma della pleura
- asbestosi

Quest'ultima malattia è altamente specifica dell'amianto. I suoi effetti sono una perdita di elasticità e in volume dei polmoni che comporta gravi difficoltà di respirazione, tosse e affaticamento. Nonostante lo sviluppo di questa malattia sia molto lungo (sino a 15 anni) l'esito finale può anche essere la morte, a causa di insufficienza cardiaca da carenza di ossigeno.